Lui è Francesco Sole, un prodotto creato e confezionato da Francesco Facchinetti e mandato avanti attraverso una campagna di Marketing gigantesca in tutta Italia, attuata dalle altre note Web Stars sotto la Scuderia di Facchinetti, tra cui Selvaggia Lucarelli, Frank Matano, Willwoosh, e chi più ne ha più ne metta. Il prodotto ruba a mani basse dal noto Youtuber Francese Kyan Khojandi, copia le frasi da Bukowski, dalle Twitter Stars e dai Baci Perugina, scrivendole principalmente su Post-It attaccati un po' di qua e un po' di là. E soprattutto è atto principalmente a riportare un sacco di entrate nelle tasche di Facchinetti e della emittente Televisiva (Mediaset) con cui il figlio del leggendario tastierista dei Pooh collabora. In poco tempo il progetto raggiunge Milioni di views, un qualcosa come 300.000 iscritti sul suo canale e un Milione di Fans su Facebook in un solo anno di attività (ROBA ASSURDA QUI SU YOUTUBE ITALIA), partecipazione agli spot di Mediaset Premium, raccomandazioni selvagge (AHAHAH, che bella battuta) di Maria De Filippi, e la conduzione di Tu Sì Que Vales, l'Italia's Got Talent pezzotto, e soprattutto la pubblicazione di un libro sotto etichetta Mondadori (anche qui, mica la prima stronza che passa). Il volto di questo prodotto creato a tavolino lo presta Gabriele Dotti, ed è l'unica cosa che mette di suo nei suoi Video, dato che è risaputo che c'è un'intera troupe ad assisterlo nelle riprese, nel montaggio e quant'altro. Lui non fa altro che prestare la sua presenza fisica, perché Francesco Sole potrebbe essere chiunque, è un semplice pupazzo fatto per essere venduto al maggior acquirente per un guadagno impressionante.
Post più popolari
giovedì 12 febbraio 2015
LA PASSIONE DI SELVAGGIA:La mia mia malsana passione per i programmi sui matrimoni su Sky, Da “Quattro matrimoni in Italia” a “Matrimonio a prima vista”
Chi scrive ha organizzato il proprio matrimonio in un mese, si è fatta regalare le fedi da una vicina di casa, non ha voluto bomboniere per risparmiare pagliacci e ballerine di cristallo agli ospiti, la prima notte di nozze s’è abbioccata appena varcata la soglia della camera e, soprattutto, ha avuto un matrimonio che è durato meno dell’omelia.
Capirete dunque che la mia passione smodata per i programmi tv sui matrimoni ha del patologico e non trova alcuna spiegazione razionale se non l’effetto ipnotizzante che queste trasmissioni hanno sull’italiana media. Pure quella a cui dei matrimoni non frega assolutamente nulla. La prima trasmissione da cui ormai dipendo più che dalle M&M’s gialle è “Quattro matrimoni in Italia”, in onda su Fox life. Il format consiste in questo: quattro spose che non si conoscono, partecipano ciascuna al matrimonio delle altre tre, dando i voti a location, abito, cibo e intrattenimento. La sposa il cui matrimonio riceve il punteggio più alto vince il viaggio di nozze in una meta esotica, oltre che ovviamente il titolo del matrimonio più bello. L’aspetto interessante della narrazione è solo in parte la cerimonia. Certo, scoprire che esiste una donna che ha accettato di sposarsi dentro allo stadio Ceravolo perché il neo marito è un ultras del Catanzaro con i fumogeni al posto del riso o assistere a banchetti nuziali in cui arrivano le ballerine brasiliane o le drag queen e lo zio cardiopatico della sposa a momenti schiatta, ma anche l’apprendere che c’è chi si sposa a Gardaland o arrivando su un trattore, sono visioni mistiche. Eppure, la parte più esilarante del programma consiste inevitabilmente nei commenti delle spose invitate. Immaginate quattro donne inserite in una competizione tutta al femminile e immaginate che quella competizione abbia a che fare con quello che per molte di esse è il giorno più importante della loro esistenza. Quello del riscatto sociale. Quello della rivalsa su amiche parenti. Quello del loro matrimonio, per cui magari risparmiano da sei anni e si sono vendute il Gronchi rosa del nonno. Immaginatele a commentare i matrimoni delle altre acchittate in stile Genoveffa e Anastasia. I commenti più gentili vanno da “La torta è un po’ misera, è la metà della culo della sposa” a “Questa location non andrebbe bene neanche per un capo rom” a “L’hair stylist della sposa chi è? Valerio Scanu?”. Il tutto condito da sguardi della serie “Oh mamma che cafonata il mangiafuoco!” salvo poi scoprire che il matrimonio di quella scandalizzata per la scarsa sofisticatezza altrui, dopo il suo banchetto nuziale ha previsto la gara di pizzica. Insomma, un programma con un tasso di competizione tale che la finale del Super Bowl al confronto è un giro di rubamazzi al centro anziani di Cesano Boscone. Inutile dire che la vincitrice delle quattro va in viaggio di nozze a Zanzibar e le altre tre trascorrono il viaggio di nozze a Gabicce augurandosi che un bel ceppo di malaria si risvegli improvvisamente e costringa la sposina fortunata a quindici giorni di cagarella fulminante.
L’altro programma imperdibile è “Matrimonio a prima vista”, in onda il martedì su Sky Uno HD alle 21,10. Qui la faccenda è piuttosto interessante perché non sono le spose rivali a non conoscersi, ma direttamente lo sposo e la sposa. Tre uomini e tre donne accettano di trovarsi accoppiati direttamente all’altare, selezionati con cura da un team di esperti ( consulente spirituale, psicologo, sessuologo e sociologo) che dopo rigorose valutazioni scientifiche hanno deciso di accoppiarli per la vita. Per la vita si fa per dire, visto che le nozze sono assolutamente legali ma i due, dopo 5 settimane, possono decidere se continuare a stare insieme o chiedere il divorzio. Le premesse, diciamolo, non sono eccezionali. Non so voi, ma nella mia lunga esperienza di cene al buio organizzate da team di amiche che dei miei gusti ne sanno più di psicologi e sessuologi, la maggior parte delle volte avevo più cose in comune col cameriere che col tizio seduto di fronte a me. Eppure, a guardare il programma, pare che in fondo, gente che s’è conosciuta sull’altare abbia gli stessi problemi di quella che s’è conosciuta sui banchi del liceo. Certo, ci si ritrova a fare il viaggio di nozze con un tizio di cui si ignora anche il cognome, ma probabilmente, aprendo il whatsapp di un fidanzato decennale, scopriremmo di ignorare molte più cose che qualche trascurabile indizio anagrafico. Vaughn e Monet, per esempio, dopo cinque minuti che si sono sposati litigano come Fazio e Brunetta ma trombano come Icardi e Wanda Nara. Cortney e Jason, lei ballerina di burlesque e lui wrestler, sono entrambi carini e con sei neuroni a testa di cui tre in cassa integrazione. Naturalmente, non ci voleva un team di esperti per capire che avrebbero funzionato. E’ come mettere su un’isola deserta Flavia Vento e Milo Coretti. Già sai che festeggeranno le nozze d’argento, non c’è dubbio. Infine, abbiamo Doug e Jamie. Tra loro, si crea la dinamica più interessante. Jamie confessa a Doug che la sua storia familiare è un tantino complessa: lei non sa di chi sia figlia perché sua madre le ha indicato quattro uomini a cui chiedere il test di paternità ma nessuno era quello giusto. Doug apprende dunque a matrimonio celebrato che sua suocera è una nota quacchera radicale, ma se lo fa star bene. Doug invece dice a Jamie che aveva smesso di fumare ma lei scopre che lui aveva mentito e tira giù un casino con tanto di minaccia di divorzio. Insomma, a Doug il team di esperti ha selezionato una bella scassamaroni. Roba da chiedere i danni alla produzione. Considerato però che è pieno di uomini che le scassamaroni se le sposano dopo anni di fidanzamento, ancora una volta il matrimonio a prima vista non è poi così diverso da quello a svista inoltrata. Con un vantaggio: se ti sposi in tv, il divorzio te lo paga la produzione. E in fondo, di questi tempi, è più utile e saggio conoscere la parcella della Bernardini De Pace che la faccia di chi ti sposi.
Capirete dunque che la mia passione smodata per i programmi tv sui matrimoni ha del patologico e non trova alcuna spiegazione razionale se non l’effetto ipnotizzante che queste trasmissioni hanno sull’italiana media. Pure quella a cui dei matrimoni non frega assolutamente nulla. La prima trasmissione da cui ormai dipendo più che dalle M&M’s gialle è “Quattro matrimoni in Italia”, in onda su Fox life. Il format consiste in questo: quattro spose che non si conoscono, partecipano ciascuna al matrimonio delle altre tre, dando i voti a location, abito, cibo e intrattenimento. La sposa il cui matrimonio riceve il punteggio più alto vince il viaggio di nozze in una meta esotica, oltre che ovviamente il titolo del matrimonio più bello. L’aspetto interessante della narrazione è solo in parte la cerimonia. Certo, scoprire che esiste una donna che ha accettato di sposarsi dentro allo stadio Ceravolo perché il neo marito è un ultras del Catanzaro con i fumogeni al posto del riso o assistere a banchetti nuziali in cui arrivano le ballerine brasiliane o le drag queen e lo zio cardiopatico della sposa a momenti schiatta, ma anche l’apprendere che c’è chi si sposa a Gardaland o arrivando su un trattore, sono visioni mistiche. Eppure, la parte più esilarante del programma consiste inevitabilmente nei commenti delle spose invitate. Immaginate quattro donne inserite in una competizione tutta al femminile e immaginate che quella competizione abbia a che fare con quello che per molte di esse è il giorno più importante della loro esistenza. Quello del riscatto sociale. Quello della rivalsa su amiche parenti. Quello del loro matrimonio, per cui magari risparmiano da sei anni e si sono vendute il Gronchi rosa del nonno. Immaginatele a commentare i matrimoni delle altre acchittate in stile Genoveffa e Anastasia. I commenti più gentili vanno da “La torta è un po’ misera, è la metà della culo della sposa” a “Questa location non andrebbe bene neanche per un capo rom” a “L’hair stylist della sposa chi è? Valerio Scanu?”. Il tutto condito da sguardi della serie “Oh mamma che cafonata il mangiafuoco!” salvo poi scoprire che il matrimonio di quella scandalizzata per la scarsa sofisticatezza altrui, dopo il suo banchetto nuziale ha previsto la gara di pizzica. Insomma, un programma con un tasso di competizione tale che la finale del Super Bowl al confronto è un giro di rubamazzi al centro anziani di Cesano Boscone. Inutile dire che la vincitrice delle quattro va in viaggio di nozze a Zanzibar e le altre tre trascorrono il viaggio di nozze a Gabicce augurandosi che un bel ceppo di malaria si risvegli improvvisamente e costringa la sposina fortunata a quindici giorni di cagarella fulminante.
L’altro programma imperdibile è “Matrimonio a prima vista”, in onda il martedì su Sky Uno HD alle 21,10. Qui la faccenda è piuttosto interessante perché non sono le spose rivali a non conoscersi, ma direttamente lo sposo e la sposa. Tre uomini e tre donne accettano di trovarsi accoppiati direttamente all’altare, selezionati con cura da un team di esperti ( consulente spirituale, psicologo, sessuologo e sociologo) che dopo rigorose valutazioni scientifiche hanno deciso di accoppiarli per la vita. Per la vita si fa per dire, visto che le nozze sono assolutamente legali ma i due, dopo 5 settimane, possono decidere se continuare a stare insieme o chiedere il divorzio. Le premesse, diciamolo, non sono eccezionali. Non so voi, ma nella mia lunga esperienza di cene al buio organizzate da team di amiche che dei miei gusti ne sanno più di psicologi e sessuologi, la maggior parte delle volte avevo più cose in comune col cameriere che col tizio seduto di fronte a me. Eppure, a guardare il programma, pare che in fondo, gente che s’è conosciuta sull’altare abbia gli stessi problemi di quella che s’è conosciuta sui banchi del liceo. Certo, ci si ritrova a fare il viaggio di nozze con un tizio di cui si ignora anche il cognome, ma probabilmente, aprendo il whatsapp di un fidanzato decennale, scopriremmo di ignorare molte più cose che qualche trascurabile indizio anagrafico. Vaughn e Monet, per esempio, dopo cinque minuti che si sono sposati litigano come Fazio e Brunetta ma trombano come Icardi e Wanda Nara. Cortney e Jason, lei ballerina di burlesque e lui wrestler, sono entrambi carini e con sei neuroni a testa di cui tre in cassa integrazione. Naturalmente, non ci voleva un team di esperti per capire che avrebbero funzionato. E’ come mettere su un’isola deserta Flavia Vento e Milo Coretti. Già sai che festeggeranno le nozze d’argento, non c’è dubbio. Infine, abbiamo Doug e Jamie. Tra loro, si crea la dinamica più interessante. Jamie confessa a Doug che la sua storia familiare è un tantino complessa: lei non sa di chi sia figlia perché sua madre le ha indicato quattro uomini a cui chiedere il test di paternità ma nessuno era quello giusto. Doug apprende dunque a matrimonio celebrato che sua suocera è una nota quacchera radicale, ma se lo fa star bene. Doug invece dice a Jamie che aveva smesso di fumare ma lei scopre che lui aveva mentito e tira giù un casino con tanto di minaccia di divorzio. Insomma, a Doug il team di esperti ha selezionato una bella scassamaroni. Roba da chiedere i danni alla produzione. Considerato però che è pieno di uomini che le scassamaroni se le sposano dopo anni di fidanzamento, ancora una volta il matrimonio a prima vista non è poi così diverso da quello a svista inoltrata. Con un vantaggio: se ti sposi in tv, il divorzio te lo paga la produzione. E in fondo, di questi tempi, è più utile e saggio conoscere la parcella della Bernardini De Pace che la faccia di chi ti sposi.
Per fare l’isola dei famosi non serve neanche l’isola
Serviva una tempesta tropicale per capire una cosa fondamentale: per fare l’Isola dei famosi, non serve neanche l’isola. Basta l’idea. Ci siamo accontentati di uno scorcio di spiaggia e un mare vagamente burrascoso che pareva quello di Vasto marina, di due chiacchiere da bar in studio e dei capelli della Marcuzzi su cui infierire e l’isola dei famosi s’è fatta lo stesso. Perché basta sapere che ancora una volta, nonostante storie di extension strappate, emorroidi invalidanti e Arianne David crocifisse in sala mensa, tredici scappati di casa abbiano deciso volontariamente e in piena consapevolezza di affrontare la gogna mediatica, per scatenare l’effetto Isola. Che più che un format è, ormai, una pandemia di dileggio, un campanello della ricreazione, il fischio d’inizio della gara per eleggere il più sfigato. Perché il clima, all’isola del famosi, non lo decide manco per niente la natura. Lo decide il pubblico. E se l’isola, quella di palme e sabbia, è devastata dalle onde, l’atollo si sposta in studio, o sui social, che ieri sono esplosi come neanche dopo tre ore di show. E’ finita così che in soli trenta minuti di diretta, sono accadute più cose che in undici mesi di governo Renzi. Ad Alvin, tanto per cominciare. Immaginate il dramma di questo povero ragazzo costretto da anni a fare il valletto della Toffanin, a spinzettarle le sopracciglia, a intervenire durante interviste a Melita Toniolo- lui che un tempo era un vj fighetto- per chiederle se si sente più Melita o Diavolita. Immaginate la sciagura che si è abbattuta su questo bravo ragazzo che sognava finalmente la sua grande occasione di visibilità in solitaria e s’è ritrovato spiaggiato, in K-way, unico naufrago per chissà quante ore o mesi e senza neppure una Fanny Neguesha da limonare nei giorni bui. Con l’aggravante dell’audio che lo faceva sembrare Britney Spears in playback a un concerto a Las Vegas. In studio la situazione era, per la verità, ancora più drammatica. Alessia Marcuzzi, con una strana tinta giallo Limoncello, tentava di capire cosa fare. Non era ancora ben chiaro se fosse possibile continuare, se si fosse aperto un televoto per decidere se lasciare per sempre lì Alvin o condannarlo a ritornare a Verissimo, se si fosse chiusa la trasmissione per mandare un film di Rocco come risarcimento morale per gli spettatori. Ed è in quel momento, di fronte agli sguardi sgomenti dei due opinionisti Alfonso Signorini e Mara Venier, che s’è capito che l’isola a quel punto erano loro. Eravamo noi.
Alfonso Signorini, messi i panni del Piero Angela di Cologno Monzese, ha dichiarato con aria solenne che questa tempesta ci insegnava una cosa: la natura è la nostra padrona. E mentre tutti da casa commentavamo “Sì, la nostra però, perché la tua è la Pascale”, prendeva la parola Mara Venier per buttarla allegramente in caciara e guadagnare ancora tempo. Piccola parentesi: prima dell’inizio della trasmissione tra Mara e Alessia c’era stato un colorito diverbio perché la Marcuzzi non aveva citato gli opinionisti durante il collegamento col tg5. Alessia era scappata via in lacrime e il povero Signorini aveva fatto da paciere. Della serie: le tempeste tropicali sono niente in confronto a quelle tra primedonne. A un certo punto accade il miracolo: parte il collegamento coi naufraghi, che si trovano sul motoscafo. Un momento molto appassionante in cui a parte il rumore del motore che è dodici decibel in meno delle urla di Rachida e la faccia da conato imminente di Melissa P., non succede un’emerita cippa. Rientrano in studio. Alessia Marcuzzi a quel punto darebbe la linea pure all’Isis per una fucilazione in diretta, quando Signorini accorre in suo aiuto e prende la parola, dimostrando un talento da consumato opinionista. Afferma: “Beh, da come i naufraghi erano seduti in barca si capisce che c’è una spaccatura, perché sono proprio divisi in due gruppi!”. No, è che se non si dividono in due gruppi uno a destra e uno a sinistra la barca si cappotta, verrebbe da dirgli, ma a quel punto va bene tutto, basta riempire il vuoto d’argomenti in qualche modo. Sul web intanto ci si chiede come mai la produzione non abbia ancora tirato fuori due tensostrutture, due tende apaches, un castello medievale gonfiabile, qualsiasi cosa sotto la quale mettere al riparo i concorrenti e con una lavagnetta in mano far loro scrivere qualcosa, una nomination, un ingrediente del polpettone, un “Giancarlo Magalli” a caso, ma niente. Causa maltempo l’isola non s’ha da fare. Non si sono preparati un piano b. Un po’ come Irene Pivetti dopo il divorzio. E allora si ritenta un collegamento con i naufraghi che, stremati, e con il classico sguardo aulicamente denominato “chi minchia me l’ha fatto fare?”, tentano uno straccio di conversazione con Alessia. Ed è lì che il twittatore medio si accorge della scarpa da scoglio color carne di Valerio Scanu e comprende il perchè la natura si sia ribellata con tanto astio. Ed è sempre in quel momento che la Spaak minaccia di abbandonare il gioco probabilmente già insonne e stremata dagli altrui cento colpi di spazzola prima di andare a dormire. Non quelli di Melissa P. Quelli di Valerio Scanu, naturalmente. Rocco Siffredi manifesta già l’indole del leader e assesta un paio di doppisensi più telefonati di un no di Civati a qualsiasi questione messa sul tavolo da Renzi, fosse pure un modesto “Posso giocare a Candy Crush?”. Del resto, del fatto che Rocco sia un uomo capace di impennare tutto, ascolti compresi, nessuno aveva mai dubitato. La trasmissione volge quindi al termine, con la povera Marcuzzi, attonita e incolpevole, che non vede l’ora di starsene in ciabatte a casa a mangiare corn flakes. E mentre si chiude e l’uomo si piega alla natura, qualcuno, da casa, interrompe la danza della pioggia attorno al totem della Marcuzzi appositamente montato in salotto. E’ lei, l’ex conduttrice dell’isola dei famosi Simona Ventura, che su instagram posta una sua foto con le braccia alzate in segno di vittoria nel vecchio studio di quel reality e augura una trionfante “Buonanotte!” ai suoi followers. Come a dire : “Io sull’isola ero come il limone sulle cozze e al posto mio c’è una cozza coi capelli color limone. Vi sta bene!”. Forza, Marcuzzi, non ti scoraggiare. Canta forte forte forte :“Come un gabbiano che cerca il suo nido, ce la faròòòò!” e vedrai che il mare di Cayo Cochinos la prossima settimana sarà uno specchio
Alfonso Signorini, messi i panni del Piero Angela di Cologno Monzese, ha dichiarato con aria solenne che questa tempesta ci insegnava una cosa: la natura è la nostra padrona. E mentre tutti da casa commentavamo “Sì, la nostra però, perché la tua è la Pascale”, prendeva la parola Mara Venier per buttarla allegramente in caciara e guadagnare ancora tempo. Piccola parentesi: prima dell’inizio della trasmissione tra Mara e Alessia c’era stato un colorito diverbio perché la Marcuzzi non aveva citato gli opinionisti durante il collegamento col tg5. Alessia era scappata via in lacrime e il povero Signorini aveva fatto da paciere. Della serie: le tempeste tropicali sono niente in confronto a quelle tra primedonne. A un certo punto accade il miracolo: parte il collegamento coi naufraghi, che si trovano sul motoscafo. Un momento molto appassionante in cui a parte il rumore del motore che è dodici decibel in meno delle urla di Rachida e la faccia da conato imminente di Melissa P., non succede un’emerita cippa. Rientrano in studio. Alessia Marcuzzi a quel punto darebbe la linea pure all’Isis per una fucilazione in diretta, quando Signorini accorre in suo aiuto e prende la parola, dimostrando un talento da consumato opinionista. Afferma: “Beh, da come i naufraghi erano seduti in barca si capisce che c’è una spaccatura, perché sono proprio divisi in due gruppi!”. No, è che se non si dividono in due gruppi uno a destra e uno a sinistra la barca si cappotta, verrebbe da dirgli, ma a quel punto va bene tutto, basta riempire il vuoto d’argomenti in qualche modo. Sul web intanto ci si chiede come mai la produzione non abbia ancora tirato fuori due tensostrutture, due tende apaches, un castello medievale gonfiabile, qualsiasi cosa sotto la quale mettere al riparo i concorrenti e con una lavagnetta in mano far loro scrivere qualcosa, una nomination, un ingrediente del polpettone, un “Giancarlo Magalli” a caso, ma niente. Causa maltempo l’isola non s’ha da fare. Non si sono preparati un piano b. Un po’ come Irene Pivetti dopo il divorzio. E allora si ritenta un collegamento con i naufraghi che, stremati, e con il classico sguardo aulicamente denominato “chi minchia me l’ha fatto fare?”, tentano uno straccio di conversazione con Alessia. Ed è lì che il twittatore medio si accorge della scarpa da scoglio color carne di Valerio Scanu e comprende il perchè la natura si sia ribellata con tanto astio. Ed è sempre in quel momento che la Spaak minaccia di abbandonare il gioco probabilmente già insonne e stremata dagli altrui cento colpi di spazzola prima di andare a dormire. Non quelli di Melissa P. Quelli di Valerio Scanu, naturalmente. Rocco Siffredi manifesta già l’indole del leader e assesta un paio di doppisensi più telefonati di un no di Civati a qualsiasi questione messa sul tavolo da Renzi, fosse pure un modesto “Posso giocare a Candy Crush?”. Del resto, del fatto che Rocco sia un uomo capace di impennare tutto, ascolti compresi, nessuno aveva mai dubitato. La trasmissione volge quindi al termine, con la povera Marcuzzi, attonita e incolpevole, che non vede l’ora di starsene in ciabatte a casa a mangiare corn flakes. E mentre si chiude e l’uomo si piega alla natura, qualcuno, da casa, interrompe la danza della pioggia attorno al totem della Marcuzzi appositamente montato in salotto. E’ lei, l’ex conduttrice dell’isola dei famosi Simona Ventura, che su instagram posta una sua foto con le braccia alzate in segno di vittoria nel vecchio studio di quel reality e augura una trionfante “Buonanotte!” ai suoi followers. Come a dire : “Io sull’isola ero come il limone sulle cozze e al posto mio c’è una cozza coi capelli color limone. Vi sta bene!”. Forza, Marcuzzi, non ti scoraggiare. Canta forte forte forte :“Come un gabbiano che cerca il suo nido, ce la faròòòò!” e vedrai che il mare di Cayo Cochinos la prossima settimana sarà uno specchio
mercoledì 11 febbraio 2015
Per ricordare, a 70 anni dalla liberazione di Auschwitz
27 gennaio 2015 - ore 11:03
La liberazione del famigerato campo di sterminio tedesco di Auschwitz ad opera dell’Armata Sovietica, il 27 gennaio 1945, è stata la fine di uno dei capitoli peggiori della storia del genere umano. Oggi, a partire dalle 15,30, il Museo di Auschwitz trasmetterà in live streaming su YouTube la cerimonia commemorativa della liberazione, che si terrà di fronte alla Porta della Morte alla presenza dei sopravvissuti:
packing for NYC

i'm off to nyc this weekend, and although they missed the monster snowstorm there, it's still waytoocold degrees for me. packing for the city in the winter is all about layers - we'll be schlepping from taxis to the gift show, from the hotel to drinks and dinner, so transitional pieces are key. [image: packing-nyc] parka // sweater // boots // jeans // sweater // long sleeve tee // cardigan // pumps // tote
Siani tra gaffe e battute su Salvini e crisi - L'ironia su Salvini, sul bonus da 80 euro di Renzi, sull'Expo e sulla passione degli italiani per il cibo: sul palco dell'Ariston Alessandro Siani racconta a modo suo l'Italia di oggi e chiude con un applaudito omaggio a Pino Daniele. Ma scivola su alcune battute, in particolare su una frecciatina rivolta a un bambino sovrappeso seduto in prima fila, e guadagna una sonora bocciatura dal web. Poi nel backstage 'recupera' con una foto con il ragazzino. "Carlo, se ti vede Salvini ti chiede il permesso di soggiorno. Comunque complimenti, è la prima volta che Salvini non sta in un programma come ospite", esordisce l'attore e regista sul palco. "Se ci fosse stato Salvini a condurre, io e te non saremmo stati qui - dice rivolto al conduttore - io so' napulitano, tu sembri un immigrato, Obama in confronto a te è una mozzarella di Mondragone. E anche Emma non l'avrebbe chiamata, perché è marrone, Emma Marrone. E neanche Charlize, perché di cognome fa 'Terron'". Non replica Salvini, che è in onda su La7 a diMartedì, ma che nel pomeriggio aveva commentato le prime indiscrezioni con un altolà su Twitter: "Pare che attore napoletano Siani, pure simpatico, a Sanremo ironizzerà su #Lega e #Salvini. Con quel che costa Festival, spero faccia ridere". Siani parla poi della crisi economica e del bonus da 80 euro voluto dal premier: "Scattava dal primo gennaio: immagino le mamme che dovevano partorire il 31 dicembre, scene di panico, si trattenevano. 'Signora si sono rotte le acque', ha detto il medico a una donna. E lei ha risposto. 'Chiamate l'idraulico'". Poi l'attenzione si sposta sull'Expo: "Turismo e cibo sono l'oro di questo paese, è un'occasione che non dobbiamo perdere. Con il cibo siamo numeri uno, ne capiamo. Piuttosto abbiamo problemi con la dieta, odiamo il nutrizionista, che ti dice di non mangiare e lo devi pure pagare. L'Italia non è a forma di stivale, ma di scarpetta". Sul web, però, è pioggia di critiche, in particolare per la gaffe sul bambino in sovrappeso ("Ce la fai a entrare nella poltrona zio?") e su una una coppia di signori agée seduti tra il pubblico ("Chi sta guardando penserà: stiamo pagando il canone o l'Inps?"). Poi la foto 'riparatoria' con il ragazzino nel backstage, rilanciata sul profilo ufficiale del festival di Sanremo. Qualche minuto dopo, l'annuncio di Conti dal palco: Siani ha devoluto il cachet per il festival agli ospedali pediatrici Santobono Pausilipon di Napoli e Gaslini di Genova. Una decisione - si apprende - già presa dal regista di Si accettano miracoli prima della performance.
martedì 10 febbraio 2015
Lite Giletti-Capanna all’Arena: da trash tv a caso politico
Lo scontro acceso in diretta tv all’Arena di domenica pomeriggio tra il conduttore Massimo Giletti e il politico (ex Democrazia Proletaria e leader dei movimenti del ’68) Mario Capanna è uno di quei momenti televisivi che non passa certo inosservato.
Venti minuti circa di confronto infuocato, di serrati botta e risposta conditi da qualche insulto e dal lancio finale del libro dell’ospite da parte del padrone di casa, non potevano non avere una certa risonanza.
News di BloggerAltro »
pubblicato da Emanuela Locci su Blogger Buzz
Oggigiorno, la sicurezza online è una priorità per tutti. Secondo un sondaggio Gallup di ottobre 2014, ci sono più persone che temono che il loro account venga violato di quante temono che qualcuno entri loro in casa. E per Google la sicurezza è una priorità assoluta da sempre. La nostra tecnologia di Navigazione sicura, che identifica i siti non sicuri e avvisa le persone prima che vi accedan...
Iscriviti a:
Post (Atom)